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martedì 16 aprile 2013

Babele

dal web


A tavola, papàbarba e trimamma discutono animatamente:

“ … adesso i Saggi rinvieranno le decisioni al nuovo presidente… ma riescono ad eleggerlo?… però Bersani …ma anche i grillini … ma dici che Renzi … Berlusconi … certo che è una situazione del cavolo … è tutto bloccato … le banche … il lavoro … le tasse...  no, quelle non si bloccano mai!"

Aisha “ma di cos’è che state parlando, che non ci capisco niente!”

Alcuni minuti dopo, in sala, Ben7 e Aisha discutono altrettanto animatamente:

“ Mamma!? ma se Yugi durante un duello prende dal suo deck una carta equipaggiamento che infligge 500 punti, vero che deve aggiungerlo dal combattimento e non toglierlo ?”

Trimamma “ma di cos’è che state parlando, che non ci capisco niente?”


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E se qualcuno fosse curioso di sapere perchè sono latitante ...

"Mamma! adesso sei mia prigionera!!!
Se vuoi uscire da questo castello dovrai passare sopra al mio corpo!!!" ... segue ghigno malefico :/

dal mio bagno

Ecco svelato il mistero : )

venerdì 18 novembre 2011

Il mio Ninestrone

Vago per casa senza mèta, mi ritrovo in cucina, penso e ripenso, ma non mi decido a cominciare.
Va là, prima di combinare pasticci, meglio ricontrollare cosa dice la ricetta!
Dunque;
Ninestrone
Ingredienti:
quell'insieme che vi fa sentire a casa anche quando non ci siete dentro
Procedimento:
inventate la vostra sinfonia-minestone. Un disordine armonico che voi ben riconoscete
Servire:
A ognuno il caos perfetto e nutriente e vitaminico di ricordi di oggetti di pensieri e pinzillacchere.

 
Ho dei dubbi sul modo di scovare il perfetto e l’armonico, ma di disordine e di caos ce n’è finchè ne voglio!


Gli ingredienti … mi mancano gli ingredienti!

Armiamoci di carrello e cominciamo !!!




Questa può andare bene;
é l'oggetto che più di 10 anni fa
ebbe l'onore d'iniziare a riempire
il nulla tutto intorno



poi c’è il puzzle che ci regalammo a Natale,
quando ancora esistevano le serate nelle quali due sposini innamorati, potevano starsene a tirar tardi, sgranando gli occhi alla ricerca di pezzi di parquet. Tanto l’indomani nessuno li avrebbe tolti dal loro talamo d’amore.
Ingrediente prezioso, ormai dimenticato!



E che dire di quei soprammobili impolverati.
La nostra foto insieme, l’ultima dove siamo solo amici
e si intravede la montagna, tuo ex-amore.
Poi c’è il boccale che il mio am..ico barista mi regalò
dopo averci versato la solita Ceres.
Come direbbe la pubblicità “sapori di una volta”.


Ma non è il momento di farsi prendere dalla nostalgia, c’è un Ninestrone da preparare!

Che c’è dall’altro lato? Ah, si!
La collana dei Quindici edizione ‘71. Sapore vintage !!!
A sfogliarla si sente profumo di solai. Sai che quando avevo tre anni, tu eri già un ometto che andava a scuola?…
Quando mi fai arrabbiare, ho l’impressione che ti sia fermato a quell’età!



Di quell’epoca c’è anche la Madonnina in gesso appesa in camera nostra, mio lavoretto di IV elementare. Avrebbe bisogno di una ristrutturata, oltre che di una bella spolverata. 
Ricordo ancora quanto piansi quella volta… A me l’angioletto non piaceva, così scelsi lo stampo della Madonnina. Ma una compagna cambiò idea e disse che era sua! Ero disperata!
Quanto tempo è passato da allora, eppure, purtroppo, mi capita ancora di piangere per sostenere le mie ragioni!


E poi che abbiamo di bello? Ah si, le sveglie che imprigionano, beffarde, l’ora di nascita dei due koala.
Carinissimo il bouquet in carta velina che Aisha mi portò dall’asilo quando venne a conoscere l’ultima arrivata.
E’ la mia “opera d'arte” ;
rappresenta il nuovo inizio, recidivo!



A questo punto aggiungerei un misto sapori;
prima tra una serie di cose andate rotte negli anni,
 la lampada Ikea, abilmene ricomposta con
un tubo di plastica e carta adesiva.
La terza sveglia, compagna fedele delle nostre notti in bianco, rilevatrice mai stanca, lei, dei tanti minuti di sonno perso, a cullare il neonato di turno, nella speranza di ricapitolare al più presto, nelle braccia di Morfeo.

Bambini che hanno invaso le nostre notti e non contenti anche la nostra camera, più grande, lasciandoci in eredità degli orsetti gioiosi, ad ammonire i nostri slanci occasionali!

E disegni appiccicati provvisoriamente…
di quel provvisorio che raggiunge periodi di un lustro, e si integra ed amalgama diventando invisibile ad occhio nudo.

 

Poi ci sono gli ingredienti che non possono mancare nei Ninestroni per bambini;

 




 



Aggiungerei a questo punto un q.b. di mania personale;
scatole e scatole accantonate nell’intenzione di riporre e ordinare, non si sa cosa, forse pensieri e ricordi
che non trovano spazio nella disordinata mente di tri mamma!


Si può arricchire con una festa di stagione:
la zucca va più che bene...




...ma se fosse estate,
preferirei integrare con
una bella vacanza!


Uff, che noia!
Quanso si fa il Ninestrone fresco c’è sempre qualcosa da scartare; allora via...











 


Accidenti per poco non dimenticavo l’ultimo arrivato ...

 


 


... ed un pizzico di giochi sparsi !!!


Ci siamo, manca solo il tocco finale … 
ma come per ogni ricetta che si rispetti...
non si può rivelare , è l’ingrediente segreto !!!



Ebbene questo è il nostro Ninestrone-matrimoniale,
una decina d’anni vissuti “tutti.insieme.appassionatamente”.

Non credo sia perfetto e nemmeno troppo armonico,
ma, tutto sommato, ha un buonissimo sapore!


 





I supellettili ringraziano
la dolce Nina
ed il suo contest
per averli liberati,
momentaneamente,
dalla polvere!



domenica 8 maggio 2011

Un regalo in più!

I bambini sono in cortile, con papàbarba.

Sento Ben5 che sbraita qualcosa… non capisco. Sento una porta sbattere. Scendo!

L’intenzione è quella di aggredirlo, dirgli che non si grida, che non si sbattono le porte, guai se lo fa ancora, ecc, ecc, ecc.

Invece, mentre raggiungo Ben-arrabbiato, seduto su un gradino, mi viene da sedermici vicino, chiedergli cos’è successo. Si tratta di calcio. Lui voleva fare gol a papàbarba, ma l’altro non gliel’ha concesso, perché ha fatto fallo! Ok, baruffe tra bambini!
Mi cimento in una spiegazione di giochi e di regole, che vanno imparate e che vanno rispettate, per riuscire a giocare, bene, insieme agli altri.
Casualmente, come ormai capita da anni, sopraggiunge il suocero, che sta legittimamente passando da casa sua, alla dispensa, e che sente il bisogno di intervenire: “E non devi piangere, che sei grande…” “non devi arrabbiarti, perché sei un ometto…” (in realtà non ho sentito bene cosa ha detto, avendo tutto quel fumo nelle orecchie!)

L’ho trovata, quella voce! Non so da quale angolo nascosto del mio stomaco e con quale coraggio sia riuscita ad uscire, ma l’ho sentita intimargli un
“NonnoCaro, lascia parlare me? Se no, qui, non ci capiamo!”

Ne è seguito il silenzio! Non so se ne seguirà anche del rancore. Di solito dipende dall’umore del momento.

Magari per voi è un “nulla di nuovo sotto il sole”, un “va bè, che c’è di strano!”.
Per me è una piccola battaglia vinta, che fa bilancio, con tante sconfitte ed altre piccole conquiste.

Oggi, che mi sono profondamente commossa (metteteci anche la debolezza da post virus), per i regalini dei miei koala e la prima poesia scritta di pugno da Aisha, ho voluto farmi anche questo regalo.

Ragazze, ma dove ca**o eravate sette anni fa?????????





lunedì 18 aprile 2011

Risultati

Generalmente delego, abbastanza contenta, la preparazione delle torte di compleanno al team marito-suocera, felici, a loro volta, di questi momenti di creatività insieme!

questo il loro buonissimo salame cinese


Questa volta, grazie alla curiosità per un suggerimento di Mikela, mi sono imposta di mettermi all'opera con una creazione diversa dalla mia solita crostata! 


questa il mio pan di spagna, farcito vaniglia e cacao, ricoperto di MMF e caramelle



Questo è uno tra i primi (semplici) concreti risultati dell'influenza delle mamme blogger nella mia vita, in cucina!

Per chiarezza devo ammettere che c'è stato un momento talmente appiccicoso che ho pensato di lavare il tutto nel lavandino. In mancanza di altro zucchero-a-velo da aggiungere, ho provato con dello zucchero di canna, probabilmente aggravando la situazione.
Dopo aver strappato il composto dalle mie mani, ho deciso comunque di porlo nella credenza avvolto nella pellicola trasparente, con la decisione di buttare il tutto l'indomani.
Si sa che la notte porta consiglio! Il giorno dopo, intuita la mia intenzione, il composto si faceva trovare trasformato in qualcosa di molto più lavorabile. In effetti... 

Ho usato questa ricetta.

Altro chiarimento: causa lontananza di domicilio tra noi e nonna-madre, fratelli e nipoti di tri mamma, i compleanni dei koala spesso vengono festeggiati due volte.
Come per la Regina Elisabetta i nostri festeggiamenti si dilungano dalla data ufficiale del compleanno, sino alla prima data utile di incontro con la tri-bù.

venerdì 15 aprile 2011

Ben 5

Il mio Ben5 si chiama così perché, come l’omonino eroe di un cartone, si trasforma in ben cinque personalità diverse che, a seconda dell’occasione, abbiamo il piacere di dover gestire.

Ben Cucciolo: è quella specie che vuole stare in braccio e chiede le coccole coccolose della mamma, la quale, poiché succede raramente, gliele offre più che volentieri (e non perché è il preferito, cara suocera!)

Ben Frigna: questa tipologia di Ben si discosta dalla prima in quanto, oltre a richiedere l’attenzione del genitore (maschio o femmina che sia), lo fa frignando o, nel peggiore dei modi, strillando. Questo avviene nella maggior parte dei casi quando è molto stanco o dopo una colluttazione con una sorella a piacere

Ben Veloce: qui si denota la parte dell’uomo competitivo che alberga in seno al nostro piccolo fanciullo. Incitato alla gara il Ben Veloce riesce a compiere le sue imprese in men che non si dica. La sua speciale “kriptonite” diventa il mettere a posto i giochi. In questo caso il Ben Veloce si trasforma immediatamente nella sottospecie che andiamo ad indicare…

Ben Macho: è quella parte dell’uomo str..zo e maschilista che, cercando di perder tempo, pretende che siano le donne a dover svolgere determinati compiti. Trimamma non ha ancora capito quanto di innato ci sia in questo comportamento o quanto dipenda da “infiltrazioni” nonnesche. In ogni caso, questo personaggio, è destinato a scomparire. Probabilmente verrà sostituito dal più tollerabile Ben Forzuto, quello che alza il braccio per far vedere i muscoli del bicipite (???) molto incline alla lotta, ma che trova il suo tallone d’Achille nel solletico.

Ben Quizzone: è il personaggio tranquillo e riflessivo che generalmente si desta nel desco. Questa tipologia di Ben è capace delle più svariate e curiose domande. Ve ne disponiamo di seguito alcuni esempi:

A colazione:
Ben Quizzone: Maaammmaaaaa, ma le tigri mangiano gli uomini?
Tri mamma: (se dico Si, stanotte me lo ritrovo nel lettone, se dico No, va a finire che un domani incontra una tigre e l’accarezza credendola un simpatico gattone … aspetta, ai bambini bisogna dare risposte veritiere) le tigri non mangiano gli uomini perché vivono nelle foreste, lontano dalle case degli uomini.
Ben Quizzone: No-o. Le tigri non mangiano gli uomini perché quando i contadini si mettono di schiena a raccogliere il grano, si mettono una maschera sulla nuca, così le tigri non li agrediscono.
Tri mamma: ah…ma tu come lo sai?
Ben Quizzone: me l’ha letto ieri papà, nel libro della biblioteca!
Tri mamma: (beh, ma allora ditelooo!)

Ancora a colazione:
Ben Quizzone: Maaammmaaaaa ma quanto tempo ci vuole per attraversare tutti i marciapiedi?
Tri mamma: ma Amore, in che senso, quali marciapiedi, quelli del nostro paese?
Ben Quizzone: no-o. Quanto tempo ci vuole per attraversare il mondo?
Tri mamma riesce a visualizzare all’istante tutti i viaggi che non ha mai fatto, che vorrebbe fare e che probabilmente non farà mai… e le esce di bocca uno spontaneo “non basta una vita, tesoro!”
Ben Quizzone: …4.212 362 mila vite?
Tri mamma: si, più o meno!

Anche se (qui) un pelino in ritardo
Tanti Auguri Amore mio, per i tuoi cinque anni… adesso sei a tutti gli effetti il mio BEN 5.

mercoledì 16 marzo 2011

Succede...

Succede che Ben5, nonostante sia mezzano, a volte pianga ancora quando lo lascio all’asilo. Succede che con papà abbiamo stabilito un rituale per rendere più piacevole questo momento della mattina e così o si “frega” il semaforo (passando dalla vietta) o si combatte contro i coccodrilli (le strisce pedonali) e new entry si entra in classe e si salutano insieme gli amici di Ben (cosa che prima non voleva fare). Un bacio e via… se passano due minuti te lo ritrovi attaccato alle caviglie!
Succede che Ben5 stamattina ha un sorriso più deciso del solito perché Luca lo ha invitato alla sua festa di compleanno (io sono meno contenta, ma questo è un altro post). Succede che siamo all’ultima fase del rituale quando Bimbobello, il SUO amico, quello che alle quattro lo strattona di qua e là e lo sbaciucchia tutto e ci metto mezz’ora per tornare a casa, gli dice chiaro chiaro “io non sono tuo amico!” per ben due volte! (e non è una novità di oggi!)
Succede che trimamma si abbassa, lo guarda dritto negli occhi e sussurra “ok, Bimbobello allora ridammi quel giochino che tieni in mano, che è quello che Ben, che non è più tuo amico, ti ha regalato per il tuo compleanno! E tu, caro Ben, la prossima volta che Bimbobello ti chiede di giocare con lui, rispondigli pure che non è più tuo amico!”
Succede che questo è quello che VORREBBE dire trimamma, al quale hanno appena trasformato il supersorriso del figlio in una piva lunga fino al pavimento.
Trimamma invece, che cerca di essere una persona gentile, va a casa (muta e incavolata) e riflette!
Pensa che queste sono cose da bambini, che è giusto che succedano, che l’asilo come la scuola sono palestre di vita ma si domanda anche se è giusto insegnare sempre a perdonare e porgere l’altra guancia o se qualche volta si può suggerire di rendere pan per focaccia.
E’ giusto dare loro qualche strumento per difendersi (e quali strumenti?)  o è meglio che imparino da soli ad arrangiarsi anche a rischio di subire? Trimamma purtroppo ha imparato che tante volte nella vita, sono gli arroganti e i menefreghisti ad andare avanti. Ha provato sulla sua pelle quanto sia dolorosa e invalidante la timidezza. Ma forse questo non c’entra!
Ripensandoci bene a lei piace che Ben5 e Aisha siano gentili piuttosto che prevaricatori, timidi piuttosto che insolenti, che imparino a  conoscere il valore dell’amicizia, che riescano da soli a superare le frustrazioni che derivano dagli altri!
Quanto è dura però!

ps: un ringraziamento speciale alla piccola Me cha mi ha permesso di scrivere di getto questo post mentre lei è si è dedicata a buttare in giro le matite colorate, raccoglierle (raccoglierle? ecco perchè diluvia!) disseminare le carte figurate, giocare coi cubetti e con la palla! Si merita un bacione!

lunedì 14 marzo 2011

Bigodini di lana

Ore nove e un quarto circa.
Ben5  “papà non puoi bere il caffè, se no non riesco a dormire!”
Trimamma rivolta a Papàbarba “ma perché allatti ancora?”
Papàbarba  “ ? ? ? ” … dopo una certa ora non capisce le mie battute!
(traduzione: papà non andare in cucina a bere il caffè perché senza la tua mano non riesco ad addormentarmi!!!)
 = § =  §  =  § =  §  =

Se è vero che ogni promessa è un debito… per i bambini ogni promessa è un obbligo!
Così quando mi sono sentita dire ad Aisha che sabato -se ci fosse stato tempo- le avrei fatto i boccoli da principessa per il Carnevale… me ne stavo già pentendo!
Si, perché da sabato (che il tempo non è stato trovato) non so quante volte mi sono sentita chiedere “mamma, posso dirti una cosa?” “dimmi Amore” “Quando mi fai i boccoli?” “…”.
Così in questo pomeriggio noioso di questa domenica piovosa, ho preso la palla al balzo e le ho proposto di fare questi benedetti boccoli!
Che poi si dà spesso per scontato che i bambini sappiano di cosa stiamo parlando. In questo caso Aisha non immaginava che avrei dovuto; prendere i bigodini, inumidirle i capelli, arrotolarglieli, farli asciugare possibilmente “nature” e che tutto ciò avrebbe comportato un bel po’ di tempo.
In questo caso il gioco valeva la candela ed ha accettato il tutto di buon grado!
E’ stato mentre trafficavo con la vecchia scatola di cartone (che Wonder chiamerebbe "vintage") che incuriosita mi ha chiesto “cosa sono questi?”.
“questi sono i bigodini di lana che mi ero fatta per farmi i boccoli”    “quanto tempo fa?”   
“venti anni fa”… ho risposto a caso, stizzita, per farla stare ferma, che già stavo facendo fatica…
20… d’un tratto quel numero sparato alto come per dire “nel medioevo” si è fatto avanti pretendendo il giusto riconoscimento.
Quel 20 è reale. Sono almeno venti anni che non uso le mie pezzette di lana per farmi i boccoli!
VENTI ANNI! Mica noccioline… mi sembra ieri.
A volte ho l’impressione che il tempo sia letteralmente volato, devo fermarmi, pensare, ricordare, riordinare (anche qui!). Negli ultimi dieci anni mi sono sposata e ho avuto Aisha, Ben5, Me. Gravidanze, allattamenti, notti in bianco, giornate interminabili, asili, scuola. Ce li ho sotto gli occhi questi nani…pardon anni.
E prima? Ho lavorato, mi sono divertita, ho pianto, ho ballato, mi sono disperata, ho viaggiato (pochissimo), ho conosciuto gente... ne ho persa di vista… ne ho ritrovata. 
Eppure tutto questo mi sembra un flash. Mi sento ancora quella ragazzina adolescente che si faceva i boccoli coi bigodini di lana e che aspettava che la vita prima o poi arrivasse.
“la vita è adesso” mi ripetevo cantando, ma è una lezione che non ho mai imparato abbastanza e ancora oggi sono qui col bisogno di spalmarla su un pezzo di carta, per avere l’illusione di rubarne un pezzetto e tenermelo da parte, per dire che c’è stata, che è stata vissuta e che io c’ero!

Ps: Aisha coi ricci è bellissima sta molto bene (vero che “ogni scarrafone è bello a mamma soia” ma questo, coi denti vacanti, non è il suo momento migliore). Mi sono ricordata dei boccoli veri che aveva da piccola, quelli che accarezzavo continuamente, sapendo che prima o poi se ne sarebbero andati.
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