“Pronto? Ciao mamma! Come va?
Volevo fare le frittelle, con l'arnese che mi hai dato qualche tempo fa ... sì, la rosellina ! …
per favore mi ricordi gli ingredienti per fare la pastella?”
“Ah si, che brava, fai le frittelle! Eh, anche io le facevo sempre per carnevale, ma adesso, cosa vuoi... sono vecchia e sono sola, mica posso farle solo per me, ma quante ne ho fatte davvero …… allora, ci vuole:
innanzi tutto metti pochissimo zucchero, ma proprio poco poco, un cucchiaio ma anche meno, fai un cucchiaino ma se è metà è meglio perché altrimenti brucia
un uovo rotto, ma rompilo bene, attenta a non fare grumi, aiutati con un po’ di grappa o rum o quelle cose lì insomma, se non hai niente usa un po’ di latte ma mi raccomando rompilo bene, in modo che si amalgami bene
poi ci vuole la farina, beh vedi te, mettine un po', vai a occhio, la provi,
poi la lasci riposare per un po' perché deve riposare per amalgamare, beh vedi te ... fai qualche mestiere, fai passare un'oretta o mezz'oretta, se l'uovo è rotto bene vedrai che viene bene
non deve venire né troppo liquida né troppo dura, deve rimanere attaccata al cucchiaio e non fare gocce però anche un po' liquidina
un pizzico di sale e quasi niente di zucchero, te l’ho già detto,
ma i condimenti mettili altrimenti sanno di poco, poi fammi sapere!"
“ok, grazie mamma! domani ci provo, sì sì ... ti faccio sapere, grazie ancora, ciao”
ovvero ... google santo subito !!!!!!!!
Non ditelo a tri-nonna ma cercando cercando ho trovato diverse "vere" ricette e persino qualche cenno storico!
E questo è il risultato del primo esperimento delle mie frittelle carnevalesche !
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domenica 17 febbraio 2013
giovedì 2 giugno 2011
Un fiore per te
Tante volte evito, passando forse per maleducata.
Poi questo post mi ha tirato per i pantaloni, come di solito fa la piccola Me, quando vuole essere presa in braccio!
Cosa ricordo di te?
Profumo di segatura, odore di colla, rumore di sega, calore di pressa, colore di mobili nuovi, pezzetti di legno sempre a disposizione per i nostri giochi, le confidenze permesse solo al più piccolo, la tua passione per la politica, bandiera rossa, i disegni sui volantini riciclati del partito, la spuma al circolo, “la scorezzetta” e “la montanara”, i cori con gli amici, le gite al lago coi coscritti, i capodanni, i giri di valzer, le vacanze al mare a luglio, il campeggio che ancora era una cosa da poveri, l’amata Opel-station-wagon, i mozziconi accesi delle tue sigarette, lanciate contro il muro per fare le scintille, la saggezza della tua barba, il timore per il tuo ruolo paterno.
Ricordo il dopo, quando era così strano non apparecchiare anche per te.
Quando telefonavano i clienti e passavo la cornetta alla mamma, per comunicare la notizia.
I telegrammi e la tanta gente.
Dicevano che eri troppo giovane… non capivo… per me eri già grande.
Mio marito fra quattro anni avrà la tua età. Adesso me ne rendo conto. Eri nel pieno della vita.
Non si può dire che tu non sia un nonno giovanile!
Ho ancora qualcosa di tuo; la maglia blu che metto in casa in primavera, il golfone aviazione di lana che mi ripara dal freddo e due frasi che ritrovo nella mia vita “la troppa confidenza perde la riverenza” e “poteva andare peggio”.
Il 2 giugno in casa nostra è sempre stata festa,
a dispetto del fatto che la Nazione si fermasse o meno per la sua Repubblica.
La mamma ti avrebbe regalato il solito pacchetto di sigarette, nonostante ti invitasse a smettere di fumare. E noi avremmo riso.
Tanti Auguri papà. Oggi avresti compiuto 76 anni!
Spero che nel posto in cui ti trovi, organizzino feste “da dio”!!!
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| immagine tratta dal web |
Ci avevo già pensato, ma nonostante siano passati (solo) 28 anni, parlare di questa cosa mi imbarazza ancora.
Proprio come fare le condoglianze a qualcuno. Tante volte evito, passando forse per maleducata.
Poi questo post mi ha tirato per i pantaloni, come di solito fa la piccola Me, quando vuole essere presa in braccio!
Cosa ricordo di te?
Profumo di segatura, odore di colla, rumore di sega, calore di pressa, colore di mobili nuovi, pezzetti di legno sempre a disposizione per i nostri giochi, le confidenze permesse solo al più piccolo, la tua passione per la politica, bandiera rossa, i disegni sui volantini riciclati del partito, la spuma al circolo, “la scorezzetta” e “la montanara”, i cori con gli amici, le gite al lago coi coscritti, i capodanni, i giri di valzer, le vacanze al mare a luglio, il campeggio che ancora era una cosa da poveri, l’amata Opel-station-wagon, i mozziconi accesi delle tue sigarette, lanciate contro il muro per fare le scintille, la saggezza della tua barba, il timore per il tuo ruolo paterno.
Ricordo il dopo, quando era così strano non apparecchiare anche per te.
Quando telefonavano i clienti e passavo la cornetta alla mamma, per comunicare la notizia.
I telegrammi e la tanta gente.
Dicevano che eri troppo giovane… non capivo… per me eri già grande.
Mio marito fra quattro anni avrà la tua età. Adesso me ne rendo conto. Eri nel pieno della vita.
Non si può dire che tu non sia un nonno giovanile!
Ho ancora qualcosa di tuo; la maglia blu che metto in casa in primavera, il golfone aviazione di lana che mi ripara dal freddo e due frasi che ritrovo nella mia vita “la troppa confidenza perde la riverenza” e “poteva andare peggio”.
Il 2 giugno in casa nostra è sempre stata festa,
a dispetto del fatto che la Nazione si fermasse o meno per la sua Repubblica.
La mamma ti avrebbe regalato il solito pacchetto di sigarette, nonostante ti invitasse a smettere di fumare. E noi avremmo riso.
Tanti Auguri papà. Oggi avresti compiuto 76 anni!
Spero che nel posto in cui ti trovi, organizzino feste “da dio”!!!
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